Se è vero, come è vero, che la FORMAZIONE rappresenta il volano per l’efficienza della P.A., specialmente in questa stagione di riforme strutturali e costituzionali del nostro Paese, è altrettanto vero che gli obbiettivi della Formazione necessitano di un ripensamento delle modalità operative alla luce della velocità con cui la normativa si evolve e della progressiva diminuzione delle risorse destinate a tal fine.

Per questo appare necessario individuare con precisione percorsi formativi differenziati per soddisfare le variegate esigenze di formazione dei soggetti che, a vario titolo, operano “nella” e “per” la Pubblica Amministrazione (dirigenti, dipendenti, amministratori, professionisti esterni, imprese) e focalizzare precisi obbiettivi con giornate dedicate alle problematiche operative che i vari uffici si trovano ad affrontare.

CLE for PA intende porsi in quest’ottica di servizio nei confronti delle Amministrazioni dotate di potere politico decisionale decentrato (Regione, Enti Locali, Aziende sanitarie e ospedaliere, Camere di Commercio, Autorità portuali, ecc.) e degli stessi professionisti che con queste ultime si rapportano (avvocati, commercialisti, revisori contabili, imprese, ecc.).

In una logica di formazione continua, permanente e ricorrente il criterio prescelto per l’individuazione delle tematiche da approfondire è quello delle novità legislative recentemente introdotte nel nostro ordinamento e qui di seguito elencate:

  1. appalti pubblici e servizi pubblici locali, in virtù dell’avvento delle nuove direttive comunitarie (n. 23/2014 concessioni; n. 24/2015 settori ordinari; n. 25/2014 settori esclusi). Queste ultime, con un testo specifico sulle concessioni e la regolamentazione di istituti prima lasciati all’elaborazione giurisprudenziale (affidamenti in house) impongono una rivisitazione dei comportamenti amministrativi, anche in relazione agli appalti, al progressivo accentramento delle funzioni di stazione appaltante in organismi regionali, previsto dalla legislazione nazionale e, per i servizi pubblici, alla parallela attribuzione alla Regione della creazione di ambiti territoriali ottimali per i servizi a rete;
  2. rapporto di pubblico impiego, in particolare concentrando l’attenzione sulle novità introdotte in materia di pensionamenti anticipati, mobilità, permessi sindacali, incompatibilità, tetti retributivi, etc. (D.L. n. 90 del 24/6/2014 convertito con modifiche nella legge 11 agosto 2014, n. 114 “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” e Decreto Legge n. 91 del 2014)
  3. contrattazione integrativa, con analisi delle novità introdotte nel corso degli ultimi anni, sia sotto il profilo della sanatoria dei comportamenti irregolari pregressi sia delle facoltà di incrementi dei fondi per la contrattazione, possibilità ancora poco utilizzata nella prassi (D.L. n. 98/2011, D.L. n. 16/2014, D.L. n. 90 e 91/2014).
  4. società partecipate, settore in cui il legislatore è più volte intervenuto e che impone una analisi puntuale della disciplina in materia di: limiti alla detenzione, procedure per le assunzioni di personale e per  procacciamento di beni e servizi, divieti e limiti alle assunzioni di personale, disciplina retributiva del personale, etc. (legge n. 147/2013, D.L. n. 16/2014, D.L. n. 90 e 91 del 2014). Ulteriore profilo di analisi attiene ai rapporti finanziari fra l’ente pubblico e la società partecipata, fino all’imposizione di un bilancio consolidato del gruppo “amministrazione pubblica” che la recente legislazione sta imponendo ad alcuni enti (cfr. art. 147 TUEL, D.Lgs. n. 118/2011)
  5. ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali. L’impegno del legislatore è stato particolarmente intenso, con emanazione di una normativa non sempre coordinata. Oggetto di analisi sono i rimedi preventivi e successivi a disposizione delle amministrazioni per evitare la formazione di debiti  fuori bilancio o di ritardi nei pagamenti (art. 9 D.L. n. 78/2009, D.L.  n. 35/2013, legge n. 147/2013, D.L.  n. 90 e 91/2014). In materia è intervenuta, altresì, la normativa in materia di fatturazione elettronica, che vede impegnate dal 2014 alcune amministrazioni pubbliche, con progressiva estensione nel 2015 (DM n. 55/2013; Circolare MEF n. 1/2014).
  6. Anticorruzione e trasparenza: l’applicazione della legge n. 190/2012 e dei suoi decreti attuativi, in particolare sulla trasparenza (D.Lgs. n. 33/2013) e sull’incompatibilità ed inconferibilità di incarichi pubblici (D.Lgs. n. 39/2013) vede fra i propri destinatari non solo funzionari e dirigenti pubblici, ma anche amministratori regionali e locali.
  7. Armonizzazione dei bilanci pubblici: la legge di contabilità e finanza pubblica n. 196/2009 ha avviato un deciso processo di armonizzazione dei bilanci delle pubbliche amministrazioni, parlanti lingue differenti. I decreti attuativi n. 91/2011, per le amministrazioni pubbliche nazionali, e n. 118/2011, per regioni, enti del servizio sanitario ed enti locali, hanno disciplinato tale processo che, attualmente in fase di sperimentazione, entrerà in vigore a regime nel 2015.
  8. Legislazione di finanza pubblica: la continua emanazione di leggi di finanza pubblica in corso d’anno, in luogo dell’unica legge finanziaria (oggi legge di stabilità) ha imposto agli operatori un adeguamento sempre più celere, nonchè notevoli problemi interpretativi circa la precettività di particolari disposizioni nei confronti di Regioni, enti del servizio sanitario ed enti locali alla luce dell’autonomia costituzionale riconosciuta e della potestà concorrente della finanza pubblica riconosciuta alle Regioni. Un’analisi della normativa, alla luce degli orientamenti della giurisprudenza costituzionale, nonchè della magistratura contabile, permette agli enti un adeguamento rispettoso della ratio legislativa, senza interferire eccessivamente sulle proprie potestà organizzative.
  9. Crisi finanziaria e dissesto: la materia degli equilibri di bilancio ed i limiti all’indebitamento interessa, in particolare, le regioni e gli enti locali, sia sotto il profilo della normativa sostanziale (in primo luogo del patto di stabilità interno, relativo accertamento e sanzioni in caso di mancata osservanza) sia sotto quello dei rimedi previsti dal legislatore in caso di emersione di uno stato di crisi finanziaria (dissesto, dissesto guidato, procedura di riequilibrio finanziario pluriennale), del relativo accertamento giudiziale e dei mezzi di impugnazione previsti.
  10. Formazione generale trasversale sulla gestione delle risorse umane: In un panorama di cambiamento, dove le variabili di contesto e relazionali mutano in maniera repentina, risulta quanto mai importante formare e curare le risorse umane, il cosiddetto “capitale umano” come vero valore di un’organizzazione. Il benessere di clima e cultura organizzativa diventano importanti indicatori di un benessere generale che è strettamente legato ai risultati ottenuti dai gruppi di lavoro.
Social share