I 30anni di CLE e la sfida vinta del welfare aziendale dal CEO Mariarosaria Scherillo

Di Antonio V. Gelormini
CLE, 30anni di vita-benessere-lavoro. Scherillo: ‘Vinco col welfare aziendale’

30anni fa, messa davanti al bivio: carriera manageriale in una grande azienda di Information Technology o mamma a tempo pieno, Mariarosaria Scherillo scelse una soluzione antica quanto il mondo. La stessa assunta da Enea, in fuga da Troia in fiamme, con il padre Anchise sulle spalle e il figlio Ascanio per mano: affrontare un percorso tutto nuovo, diventando artefice del proprio successo. Propendendo, quindi, per la costituzione di una nuova impresa, a cui dare un taglio decisamente tutto personale.

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E’ riassunto in questa immagine metaforica il percorso della CLE, fondata da Mariarosaria Scherillo  (oggi CEO dell’azienda  e presidente della sezione Terziario Innovativo Comunicazione di Confindustria Bari e BAT), nel 1987 – con pochissimi collaboratori – e con l’intento di conciliare vita-lavoro-benessere.

30 anni dopo CLE occupa tra Bari e Milano 35 persone (15 gli assunti nel 2017), impegnate nella nuova business unit ‘Industry’ (dedicata alla trasformazione digitale delle imprese manifatturiere in ottica ‘Industria 4.0’) e in quelle ‘IT’ (progettazione, realizzazione, gestione ed evoluzione di sistemi tecnologici, infrastrutture informatiche e applicazioni software), ‘Teach’ (formazione tecnico-amministrativa di personale e dirigenza della P.A.) e ‘Resettami’, la soluzione che ha rivoluzionato la gestione dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria nel Sud Italia, contribuendo alla riduzione dei costi ospedalieri e alla durata dei ricoveri in Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, per un totale di circa 12 milioni di utenti assistibili.

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“Col senno di poi – conferma Mariarosaria Scherillo – reputo una fortuna aver vissuto determinate difficoltà 30 anni fa, quando il settore dell’IT nel Mezzogiorno d’Italia era composto prevalentemente da uomini e le politiche di conciliazione vita-lavoro erano ancora al là da venire”.

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“L’esperienza vissuta – aggiunge il CEO di CLE – è servita per coltivare con costanza il benessere organizzativo e rendere la nostra azienda a misura di donna. Proprio il welfare aziendale è uno dei principali driver, su cui fondiamo il nostro percorso di crescita che, entro la fine del 2019, ci vedrà attori – speriamo protagonisti – anche in Europa”.

Centrale nei trent’anni di vita di CLE, oltre l’impegno nelle attività di Ricerca e Sviluppo (mediamente tra il 15 e il 25% del fatturato), la volontà di promuovere, anche tra i dipendenti, la conciliazione dei tempi da dedicare a lavoro e famiglia.

Ecco allora, che per accrescere il benessere organizzativo – in linea col rimando metaforico di Enea – l’azienda leader dell’innovazione digitale decide di dar vita a “Cleden”, un progetto di integrazione aziendale, per un vero e proprio “laboratorio intergenerazionale”.

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Un giardino in azienda interamente cablato, dove da maggio a ottobre – tra giochi e materiali didattici – i genitori dei dipendenti ‘adottano’ i figli più piccoli del personale aziendale, facendo proprie funzione e vocazione di ‘nonni adottivi’.

E dato che il futuro è nelle radici, a breve, sarà avviata anche un’area nursery a supporto dei percorsi di accompagnamento, costruiti assieme alle neo-mamme, per offrire massima flessibilità nella conduzione della maternità, dalla gravidanza al primo anno di vita dei figli.

Da affaritaliani.it

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