Nel giardino aziendale ci sono i «nonni condivisi». Dentro ai laboratori, mamme e papà sviluppano infrastrutture informatiche e applicazioni software per migliorare l’assistenza domiciliare socio- sanitaria in tutto il Mezzogiorno. Fuori, i bimbi possono giocare e divertirsi, seguiti da speciali sorveglianti: i loro nonni, genitori dei dipendenti. Il benessere nello stabilimento Cle di Bari nasce dal confronto di tre generazioni, in un meccanismo di mutuo aiuto a dimensione di famiglia. «Non poteva essere altrimenti — spiega la fondatrice dell’azienda, Mariarosaria Scherillo, oggi Ceo — visto che trent’anni fa ho vissuto tante difficoltà, quando il settore dell’Information Technology nel sud Italia era composto prevalentemente da uomini e le politiche di conciliazione vita lavoro erano ancora tanto lontane. Ecco perché ho voluto creare un’azienda a misura di donna».

Cle adesso spegne trenta candeline e festeggia 15 nuovi assunti nel 2017, che completano la squadra di 35 persone impiegate tra Bari e Milano nel settore Industry ( dedicato alla trasformazione digitale delle imprese manifatturiere in ottica 4.0), nell’It (sistemi tecnologici, infrastrutture informatiche e applicazioni software), Teach ( formazione tecnico- amministrativa della pubblica amministrazione) e Resettami (dedicato all’assistenza domiciliare socio-sanitaria). La vera rivoluzione — raccontano i dipendenti — è però la nascita di Cleden, il giardino aziendale che diventa laboratorio intergenerazionale fatto di giochi e materiali didattici, in cui genitori dei dipendenti ” adottano” figli più piccoli del personale dell’impresa. Lo spazio a dimensione di bambino raddoppia: a breve sarà infatti attivata un’area nursery per le neomamme, per offrire massima flessibilità nella maternità, dalla gravidanza al primo anno di vita dei figli.

La fondatrice voleva congiugare esigenze manageriali e figli E la sua società oggi compie 30 anni

Da www.repubblica.it.

Social share